Saturday, October 11, 2008

POSITANO VALLONE PORTO APPELLO AI CITTADINI

POSITANO APPELLO AI CITTADINI
POSITANO APPELLO AI CITTADINI "SOS VALLONE IL PORTO"AFFISSI MANIFESTI PER INVITARE I CITTADINI ITALIANI E STRANIERIA FIRMARE LA PETIZIONE ON LINEhttp://www.firmiamo.it/positanovalloneporto"Ci sono posti al mondo immersi nella Natura, dove l´evoluzione naturale ha plasmato nei millenni ogni elemento: le rocce.il terreno.le piante.gli animali;.ci sono posti al mondo dove la Natura ci stupisce ancora col meraviglioso spettacolo della biodiversità;.ci sono posti al mondo, dove magari non abbiamo mai neanche messo piede, ma il solo sapere che esistono ci fa stare bene e ci da serenità.Il Vallone Porto è uno di questi luoghi!!!"(Fulco Pratesi - Presidente Onorario del WWF-Italia)A POSITANO, in Costiera Amalfitana, fra Sorrento, Capri, Amalfi e Ravello A POCHI PASSI DALLE SPIAGGE AFFOLLATE DA TURISTI STRANIERI E DAI VIP.IMMEDIATAMENTE SOPRA LA VILLA APPARTENUTA A ZEFFIRELLI E LO STORICO MULINO DI ARIENZO (GIA´ DIMORA DI TIBERIO E DI MASSINE).ESISTE UN CANYON UNICO E SELVAGGIO.ULTIMA DIMORA SEGRETA E AFFASCINANTE DI PIANTE E ANIMALI RARI ED IN VIA D´ESTINZIONE.E´ il "Vallone il Porto".di impareggiabile bellezza e di enorme valore paesaggistico e ambientale e proprio per questo tutelato da tutti i vincoli di questo mondo .purtroppo solo sulla carta!!!Infatti su richiesta del Comune di Positano e della Comunità Montana - Costiera Amalfitana e grazie a 500.000 euro della Regione Campania ora si rischia di scempiarlo irrimediabilmente!!!Dopo un anno di battaglie si è riusciti a modificare il progetto iniziale grazie all´intervento della Soprintendenza che ha chiesto di NON REALIZZARE gli orribili ed inutili gabbionati in pietre e reti che avrebbero devastato le sponde e la vegetazione del canyon.MA NON BASTA!!!Per "mitigare" gli effetti di temute colate detritico alluvionali il progetto prevede ancora la costruzione ex-novo di enormi briglie in cemento armato nell´alveo del rivo - lunghe fino a 24METRI!!! - che rischiano di modificare in modo sostanziale l´ecosistema e interrompere il naturale ripascimento della spiaggia di Arienzo.TUTTO CIO´ PER COLPA DI UNA GALLERIA ABUSIVA CHE NON SI VUOLE DEMOLIRE.COSTRUITA SUL DEMANIO ALLA FOCE DEL FIUME E CHE COSTITUISCE UNA INNATURALE STROZZATURA AL DEFLUSSO DELLE ACQUE.Il WWF Penisola Sorrentina (assieme ad Italia nostra, Lega Ambiente,Gea, Posidonia ed un forum di ben 16 associazioni) ha ampiamente dimostrato - con diverse perizie di esperti - come gli interventi proposti appaiano inutili, dannosi e illegittimi!!!Della vicenda è stata messa a conoscenza la Procura della Repubblica di Salerno con un dossier di 209 pagine prodotto dal WWF e al vaglio del dott.Angelo Frattini.Intanto, dopo la fase estiva di apparente stallo, riparte la mobilitazione dei cittadini e delle associazioni con un manifesto-appello apparso sui muri dei comuni di Positano, Praiano, Amalfi e Piano di Sorrento.L´appello, anche in inglese, è chiaro e sintetico: "SOS VALLONE PORTO".l´invito è per tutti a sottoscrivere la petizione-on-line per bloccare i lavori .prima che sia troppo tardi!!!
http://www.firmiamo.it/positanovalloneporto

http://www.firmiamo.it/positanovalloneporto

Wednesday, March 21, 2007

Museo del mare da Cetara a Giffoni Valle Piana

Non solo gabbie di allevamento per i tonni, ma anche un museo del mare, però sulle colline di Giffoni Valle Piana. Un’opificio che fra un piano per la produzione di tonno Rosso Bluefin in vasetti di vetro e relativi derivati (bottarga, capocollo, affumicato, ventresca ecc..), alici in vasetti di creta e colatura d’alici, con tanto di certificazione della data di pesca, la zona geografica e l’imbarcazione che ha pescato il prodotto, avrà un vano intero dedicato al “Museo del mare”. Un museo che, dopo tanta gloriosa storia, dalla Antica Repubblica Marinara di Amalfi, l’unica del Sud Italia, e la secolare tradizione peschereccia di Cetara, finalmente è stata progettata. Ma non in Costiera. Il museo del mare si farà a Giffoni Valle Piana. Nell’entroterra salernitano.E’ quanto è previsto nel progetto della società dei Della Monica che stanno realizzando un opificio industriale nell’area P.I.P del Comune di Giffoni Valle Piana nel comprensorio “A” industriale S. Maria-Mercato. La struttura, realizzata con i fondi del POR Campania 2000\2006, per circa 5.200.000 euro, dovrebbe essere ultimata nel dicembre 2007, e sarà l’unica, a livello mondiale, a occuparsi di trasformazione del prelibato “Bluefin o Tonno Rosso. Per il momento si è solo all’inizio dei lavori, inaugurati nel luglio 2006, ma la struttura richiamerà il mare in tutta la sua veste, in particolare, la realizzazione ricorda le tonnare, riproponendo i colori (azzurro dello scafo, bianco delle cabine e della coperta), i materiali (acciaio per alcuni elementi di facciata, per le passerelle, per le ringhiere, per gli infissi e per i tipici oblò) e alcuni elementi architettonici (quali la prua, la cabina a sbalzo, il ponte della nave e le ciminiere). L’opificio (descritto sul sito del gruppo www.dellamonicagroup.it) è progettato su tre livelli, prevede che al piano interrato si svolgano le attività di conservazione e lavorazione, al piano terra si trova la reception, i servizi di mensa e la linea di produzione del tonno, nonché lo stoccaggio dei barattoli.Al secondo piano sono previsti quattro appartamenti per foresteria; uffici direttivi e amministrativi. Nella parte centrale vi è un’area eventi per la formazione del personale e una sala convegni per la presentazione dei cataloghi e per i lanci promozionali dei prodotti. Un’ala è dedicata al museo del mare e dei prodotti tipici. “E’ un’offerta che daremo ai nostri visitatori per illustrare la nostra storia plurisecolare – dice Enzo Della Monica -, il museo è un’aggiunta. Ma non useremo fondi pubblici.” “I Della Monica come altre grandi realtà hanno scelto la nostra zona Pip che sta raccogliendo le eccellenze imprenditoriali del territorio – dice il sindaco di Giffoni Paolo Russomando -, ce ne sono decine che permettono di intercettare i finanziamenti per migliorare il comprensorio, questo è un segno in positivo sul perché gli imprenditori scelgono Giffoni, a breve faremo un consorzio per i servizi dell’area che potranno gestire insieme, dai rifiuti alla guardiania, modello emiliano-toscano. Stiamo pensando ad un vero e proprio della qualità. Questo costituirà una fonte di occupazione per i cittadini, ci sarà l’indotto, ma la nostra più che area industriale è un’area artigianale, sono aziende da 20-25 addetti e tutte in settori specifici. ” La famiglia Della Monica è oggi leader nel settore della pesca del tonno con reti a circuizione, essendo proprietaria di quattro imbarcazioni tra cui la Luigi Padre, di 51 metri che è la tonnara più grande del Mediterraneo. Il gruppo Della Monica, con le proprie imbarcazioni, possiede una quota Tonno Rosso di circa 5.000 quintali pari a circa il 20% della quota tonno nazionale. Per la sua rilevanza sono stati attivati vari Por (dall’acquisto di imbarcazioni, ad un progetto satellitare per lo studio degli stock di grandi pelagici), per l’ingrasso, oltre all’allevamento di Cetara, che è indicato come già attivo e per 1200 tonnellate sul loro sito, mentre ancora non è stato realizzato ed è previsto per un importo di molto inferiore, c’è quello di Marina di Camerota, già attivo, e di Monte di Procida, che dovrebbe essere attivo con due gabbie.
Michele Cinque

Museo del mare da Cetara a Giffoni Valle Piana

Non solo gabbie di allevamento per i tonni, ma anche un museo del mare, però sulle colline di Giffoni Valle Piana. Un’opificio che fra un piano per la produzione di tonno Rosso Bluefin in vasetti di vetro e relativi derivati (bottarga, capocollo, affumicato, ventresca ecc..), alici in vasetti di creta e colatura d’alici, con tanto di certificazione della data di pesca, la zona geografica e l’imbarcazione che ha pescato il prodotto, avrà un vano intero dedicato al “Museo del mare”. Un museo che, dopo tanta gloriosa storia, dalla Antica Repubblica Marinara di Amalfi, l’unica del Sud Italia, e la secolare tradizione peschereccia di Cetara, finalmente è stata progettata. Ma non in Costiera. Il museo del mare si farà a Giffoni Valle Piana. Nell’entroterra salernitano.E’ quanto è previsto nel progetto della società dei Della Monica che stanno realizzando un opificio industriale nell’area P.I.P del Comune di Giffoni Valle Piana nel comprensorio “A” industriale S. Maria-Mercato. La struttura, realizzata con i fondi del POR Campania 2000\2006, per circa 5.200.000 euro, dovrebbe essere ultimata nel dicembre 2007, e sarà l’unica, a livello mondiale, a occuparsi di trasformazione del prelibato “Bluefin o Tonno Rosso. Per il momento si è solo all’inizio dei lavori, inaugurati nel luglio 2006, ma la struttura richiamerà il mare in tutta la sua veste, in particolare, la realizzazione ricorda le tonnare, riproponendo i colori (azzurro dello scafo, bianco delle cabine e della coperta), i materiali (acciaio per alcuni elementi di facciata, per le passerelle, per le ringhiere, per gli infissi e per i tipici oblò) e alcuni elementi architettonici (quali la prua, la cabina a sbalzo, il ponte della nave e le ciminiere). L’opificio (descritto sul sito del gruppo www.dellamonicagroup.it) è progettato su tre livelli, prevede che al piano interrato si svolgano le attività di conservazione e lavorazione, al piano terra si trova la reception, i servizi di mensa e la linea di produzione del tonno, nonché lo stoccaggio dei barattoli.Al secondo piano sono previsti quattro appartamenti per foresteria; uffici direttivi e amministrativi. Nella parte centrale vi è un’area eventi per la formazione del personale e una sala convegni per la presentazione dei cataloghi e per i lanci promozionali dei prodotti. Un’ala è dedicata al museo del mare e dei prodotti tipici. “E’ un’offerta che daremo ai nostri visitatori per illustrare la nostra storia plurisecolare – dice Enzo Della Monica -, il museo è un’aggiunta. Ma non useremo fondi pubblici.” “I Della Monica come altre grandi realtà hanno scelto la nostra zona Pip che sta raccogliendo le eccellenze imprenditoriali del territorio – dice il sindaco di Giffoni Paolo Russomando -, ce ne sono decine che permettono di intercettare i finanziamenti per migliorare il comprensorio, questo è un segno in positivo sul perché gli imprenditori scelgono Giffoni, a breve faremo un consorzio per i servizi dell’area che potranno gestire insieme, dai rifiuti alla guardiania, modello emiliano-toscano. Stiamo pensando ad un vero e proprio della qualità. Questo costituirà una fonte di occupazione per i cittadini, ci sarà l’indotto, ma la nostra più che area industriale è un’area artigianale, sono aziende da 20-25 addetti e tutte in settori specifici. ” La famiglia Della Monica è oggi leader nel settore della pesca del tonno con reti a circuizione, essendo proprietaria di quattro imbarcazioni tra cui la Luigi Padre, di 51 metri che è la tonnara più grande del Mediterraneo. Il gruppo Della Monica, con le proprie imbarcazioni, possiede una quota Tonno Rosso di circa 5.000 quintali pari a circa il 20% della quota tonno nazionale. Per la sua rilevanza sono stati attivati vari Por (dall’acquisto di imbarcazioni, ad un progetto satellitare per lo studio degli stock di grandi pelagici), per l’ingrasso, oltre all’allevamento di Cetara, che è indicato come già attivo e per 1200 tonnellate sul loro sito, mentre ancora non è stato realizzato ed è previsto per un importo di molto inferiore, c’è quello di Marina di Camerota, già attivo, e di Monte di Procida, che dovrebbe essere attivo con due gabbie.
Michele Cinque

Saturday, March 10, 2007

Amianto in Costiera Amalfitana

 
AMIANTO IN COSTIERA AMALFITANA

Una discarica a cielo aperto con diverse lamiere in eternit contenente amianto. E' stata scoperta a Tramonti dalla sezione locale dei Rangers d´Italia nel corso di un'operazione di vigilanza antinquinamento lungo il territorio montano. I volontari, in seguito ad una serie di segnalazioni da parte dei cittadini, hanno rinvenuto nella frazione di Pucara un vero e proprio sversamento abusivo di materiale di risulta tra cui le vecchie lamiere contenenti amianto. La scoperta è avvenuta nei giorni scorsi, quando la squadra dei Rangers (Benedetto Amato responsabile, caposquadra Domenico Basso e Carmine Simeone) insieme con i colleghi di Cava de'Tirreni, si è diretta nel punto dove era stata segnalata la presenza di materiale cancerogeno. E qui, hanno constato diverse quantità di materiale in eternit contenente amianto e il cui utilizzo fu bandito diversi anni fa. Coperture per tetti, tubi e grondaie, giacevano sotto un ponticello e precisamente all'interno di un raccoglitore d'acqua piovana. Immediatamente è scattato l'allarme con le comunicazioni agli enti competenti affinché effettuino la rimozione del materiale che oltre a ostruire il passaggio costituisce un pericolo per la salute pubblica. I Ranger di Tramonti, che stanno effettuando un monitoraggio antinquinamento su tutto il territorio della Costiera, provvederanno ad informare il Comune e l'Asl affinché si proceda alla bonifica della zona. "Al comune al momento non è giunta alcuna comunicazione - fa sapere il sindaco di Tramonti, Armando Imperato - E comunque la cosa appare piuttosto strana in quanto le autorità competenti andavano avvisate. Per ora non sappiamo nulla, ma una cosa è certa: bisogna tenere sotto controllo il territorio. Per noi la salvaguardia dell'ambiente è vita anche se non è facile presidiare un'area così vasta". Infatti, a Tramonti l'ambiente è maggiormente a rischio in quanto prolificano gli sversamenti abusivi soprattutto di materiali di risulta molti dei quali vengono scaricati durante le ore notturne da camion provenienti da altre località della Costiera.


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Tuesday, February 21, 2006

Una giornata sul Cervati


Parte una nuova pista di fondo in Campania, la prima della provincia di Salerno, in pieno Parco Nazionale del Cilento, sul Cervati, il monte più alto della Campania, a quota 1899 sul livello del mare. Con la festa della neve, il 18 e 19 febbraio scorso, nei pressi delle sorgenti del Calore, tra la faggeta dei Temponi e la vecchia mulattiera, c’è la prima pista di sci di fondo della provincia. Saliamo accompagnati da Franco, un autista della Comunità Montana, tanto competente quanto paziente, che ci attendeva a Piaggine, dove siamo arrivati dopo un'ora e mezzo quasi da Salerno, perchè siamo passati da Trentinara, al ritorno, per Roccadaspide il tragitto dura poco più di un'ora. Attraversiamo i monti cilentani, di una bellezza incomparabile, troviamo mucche al pascolo, storie di personaggi che vivono qui isolati ma felici e ad aspettarci due amici straordinari, Vienna Cammarota (storica guida del Cilento originaria di Felitto) che indomita coordina le operazioni, con una gamba ingessata, e Peter Hoogstaden, ingegnere e manager del turismo, olandese, trapiantato in Campania da più di un decennio, che si è impegnato in questa idea che è stata voluta con la passione degli ambientalisti locali. Questi già da anni battono questa pista privatamente (loro hanno acquistato sci e ciaspole e gatti delle nevi, poco e niente invece da parte del Parco del Cilento e altri enti pubblici salvo la Comunità Montana), oltre a valorizzare percorsi di trekking nei boschi tra Piaggine e Valle dell’Angelo e discese in canoa di rafting nelle gole del Calore. Chi ha partecipato alla festa della neve ha potuto provare il percorso di quattro chilometri, con il simbolo l'orma del lupo, scannerizzata dall'originale, perchè qui, in questa natura incontaminata, si trovano ancora lupi e cervi. Una bella soddisfazione che si sono presi i primi cinquanta appassionati di fondo saggiando le potenzialità di un anello che va da quota 1100 a quota 1550. E' soprattutto la Comunità Montana 'Calore Salernitano' che ha reso possibile l'inaugurazione della prima pista da sci escursionistico nel Cilento. Da anni crede nello sviluppo di un turismo 'verde' nella zona, per cui si è impegnato a ripristinare nella primavera del 2006 una serie di percorsi antichi che spaziano dalle Gole di Tremonti, tra Trentinara, Capaccio e Giungano, le più famose del Calore a Felitto, i percorsi lungo il fiume Calore di Castel San Lorenzo, icastagneti di Roccadaspide, oltre una serie di percorsi che vengono battuti da anni, soprattutto da turisti stranieri, che vanno da Felitto a Laurino, Valle dell'Angelo, Piaggine e Sacco. La pista la ha progettata (in verità per queste piste si segue semplicemente la sterrata - quindi impatto ambientale zero) Hogstaden con i lavori voluti dall'assessore alla forestazione Clementina Giordano con i lavori seguiti dal Geom. Buono ed il Geom. Pazzanese. «Scordatevi impianti di risalita e rifugi civettuoli - avverte però Angelo Coccaro, ristoratore di Valle dell’Angelo, detto Alì, presidente dell’Associazione prodotti di qualità del Cilento - qui si va avanti a forza di muscoli e mai vedrete una pista di discesa. Non devastiamo le foreste per far piacere ai discesisti della domenica. Siamo per uno sviluppo ecocompatibile». Gli slalomisti sono avvertiti. Però tra i programmi di «valorizzazione» del Cilento, che saranno messi in campo con la prossima annualità 2007-2013 dei fondi europei, c’è proprio uno studio di fattibilità per un impianto di risalita dalle parti del Cervati. L’argomento non è stato materia di discussione nel corso delle escursioni e degli assaggi di prodotti tipici alla fontana del caciocavallo, una spianata un po’ sopra Piaggine a 1200 metri, la zona prescelta per i bivacchi tra una sciata e l’altra. Salsiccia e formaggio, strettamente podolico, con un ottimo vino rosso, tutti prodotti genuini, gustati da appassionati provenienti dall'Aspromonte a Roma, hanno allietato le splendide giornate. «La pista di fondo doveva cominciare dai 1200 metri - dice Giuseppe D’amico che con Vienna Cammarota di Felitto è tra gli animatori delle attività escursionistiche nell’area - ma si è partiti da quota 1350 per giungere al rifugio di Pianolle a 1600: poi è cominciata un'escursione che ha riportato gli appassionati nuovamente alla fontana dove si è proceduto alle degustazioni dei prodotti tipici». Un assaggio di turismo invernale che concretamente destagionalizza l’offerta della provincia. E la curiosa concomitanza della Borsa del turismo di Milano, dove la Provincia ha portato la solita offerta di mare e archeologia, fa risaltare la mancanza probabilmente del tassello «sport e vacanze invernali». Il Cilento d’inverno è ancora un’esperienza per pochi. Eppure basta chiedere all'Associazione cilentana prodotti di qualità (0974.942553 - Giuseppe D'Amico) per scoprire un rifugio sul Monte Cervati, nel territorio del comune di Piaggine: un’ottima base per partire alla scoperta del territorio e delle sue mille seduzioni. Ci sono da fare escursioni alle gole del Festolaro, all’inghiottitoio Grava di Vesalo uno dei più grandi della Campania che sfocia nel fiume Calore, tra boschi e cascate «alpine». E fermarsi a mangiare e a dormire nelle locande e nei bed and breakfast di Valle dell’Angelo, Piaggine, Laurino e Felitto, Roscigno è un pò più lontana, è un'esperienza straordinaria. Visto il successo ottenuto con la prima pista da sci, la Comunità Montana con gli ambientalisti, si pensa già alla creazione e manutenzione di altre piste, per un pubblico variegato. L'anno prossimo, la 3a Festa della Neve potrà svolgersi su varie piste. In più c'è anche il progetto per la creazione di alcune guide sui percorsi della zona, quelli pedonalii, ma anche quelli in mountain-bike e quelli da sci.